Nuotare è uno sport spesso raccomandato dai medici, in quanto fa lavorare in modo equilibrato tutto il corpo, senza sollecitare negativamente le articolazioni. Il rapporto con l’acqua rafforza, calma e rinnova e dopo una sessione di nuoto ci si sente insieme stanchi fisicamente ma rigenerati mentalmente.
La pallanuoto potrebbe sembrare simile, ma no… Il nuoto è fondamentale, chiaramente, ma nella pallanuoto servono anche forza, resistenza, agilità mentale, capacità di dosare le proprie forze e, soprattutto, lavoro di squadra.
Il corpo durante la partita è in continuo movimento, deve mantenere il galleggiamento mentre si è in verticale nell’acqua (nella pallanuoto non si tocca il fondo della piscina) mentre si attacca, ci si difende, si controlla la palla e si decide se passare la palla al compagno o provare a fare gol. Saper prendere decisioni anche nelle situazioni più complesse, gestire ansia e frustrazione, rispettare il proprio fisico da atleta: ecco quali sono le caratteristiche di un giocare di pallanuoto.
L’Italia è nella storia della pallanuoto ed Ethan è il portabandiera della Pertini.
“La pallanuoto è sicuramente uno degli sport più duri che esistano e anch’io lo sottovalutavo in quanto sport estremamente di nicchia, ma la realtà è che per praticare questo sport ci vogliono una dedizione e una forza di volontà fuori dal comune; è uno sport ad altissima intensità, dove piccoli infortuni sono all’ordine del giorno e per cui è necessaria una durissima preparazione atletica, ma oltre a questo c’è molto altro: un fortissimo legame con i propri compagni, una determinazione senza pari, ma soprattutto, la passione per questo sport (cosa che ha portato la nazionale italiana diventare una delle potenze su scala mondiale e a trasformare la pallanuoto nello sport di squadra in cui ha collezionato più vittorie in assoluto, altro che calcio, calcio, calcio).
Adesso, ogni volta che mi tuffo in acqua ed afferro la sfera mi sembra di rinascere, quando scendo in campo mi sembra che tutte le emozioni riversate nell’allenamento acquistino un senso e il legame con i compagni si rafforzi, insomma, mi sembra di vivere d’avvero. Quando finisce inoltre, indipendentemente da una vittoria o una sconfitta, ne esco rigenerato e pronto per ricominciare.”
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