Normalmente diciamo di “giocare a scacchi” ma il mondo degli scacchi rappresenta davvero una visione del mondo: pezzi e pedoni che si muovono sulla scacchiera in relazione al loro ruolo e seguendo regole precise in questa partita combattuta su un tabellone, chiamato scacchiera, per arrivare alla vittoria dando scaccomatto.
Ci sono in tutto 32 personaggi sulla scacchiera ed ognuno di questi ha il proprio ruolo: i pedoni, fondamentali per proteggere il proprio re da eventuali attacchi ed anche nel finale della partita, dove possono “promuovere”, cioè trasformarsi in un pezzo a scelta; cavallo, alfiere, torre e regina (chiamata anche “donna”) sono i pezzi che si distinguono per la loro mobilità e infine il re, il pezzo più importante, che se venisse catturato con uno scaccomatto la partita finirebbe con la vittoria di chi lo ha dato.
Giocare a scacchi è un gioco, per modo di dire. Per essere bravi occorre una notevole capacità di concentrazione, perché una volta che viene giocata una mossa non è più possibile rifarne un’altra diversa; occorre logica e strategia, per mantenere sempre al sicuro il re e non creare debolezze nel posizionamento dei pezzi, ma anche immaginazione e creatività, in quanto bisogna trovare sempre nuove idee per difendersi ed attaccare, senza dimenticare la capacità di intuire il modo di giocare degli avversari; infine giocare a scacchi insegna ad accettare e rispettare le regole, ma anche a comprendere le conseguenze delle proprie azioni.
Un buon giocatore ha tutte queste caratteristiche, ma anche autocontrollo, pazienza e memoria, per ricordarsi le mosse d’inizio e trovare temi comuni nel resto della partita. Si può iniziare a essere un buon giocatore di scacchi soprattutto da ragazzi e Michele, senza aver ancora compiuto 13 anni, ha già potuto viaggiare intorno al mondo per partecipare a tornei di scacchi, rappresentando l’Italia ai mondiali giovanili.
“Sono Michele; a me piace molto giocare a scacchi, da quando il mio attuale circolo è venuto sotto la scuola elementare quando avevo sei anni. Lì mi sono divertito a giocare con altre persone a questo gioco e da quel momento ho iniziato a praticare lezioni, allenamenti e partite di scacchi. Dopo vari esercizi ed impegni costanti, sono riuscito a diventare campione nazionale under 8, 10 ed adesso 12. Ho potuto anche girare il mondo, andando a due mondiali: quando avevo 10 anni sono partito per Sharm El Sheik, in Egitto e qualche mese fa ad Almaty, in Kazakistan, per giocare in totale 11 partite dove chi faceva più punti vinceva. A Sharm sono arrivato 21° a pari merito col 16° su 140 giocatori, totalizzando 7 punti. Invece ad Almaty, sono arrivato 72° su 150 scacchisti, con 5,5 punti.”
Complimenti, Michele!
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